Il mondo della simulazione

Manageriando e l'arma della simulazione

Diverse sono le ragioni che hanno portato Manageriando a utilizzare, e quindi a sviluppare, i modelli di simulazione in tutti i corsi formativi proposti. Infatti i modelli di simulazione:

  • costituiscono uno strumento eccellente di esplorazione della conoscenza, nonché di verifica dell’apprendimento;
  • rappresentano uno strumento “unico” per mettere in pratica le conoscenze acquisite attraverso i processi di analisi e diagnosi, di sviluppo delle decisioni in condizioni di incertezza e non, di programmazione delle attività di breve e lungo periodo, di problem solving, di gestione dei potenziali conflitti all’interno di un gruppo operativo, di valutazione, valorizzazione e presentazione del proprio operato;
  • rafforzano il processo di apprendimento: generalmente la simulazione è infatti utilizzata per integrare sessioni di corso, aggiornare le conoscenze acquisite in precedenti percorsi di formazione, solidificare le basi di conoscenza di un nuovo processo, valutare le potenzialità di apprendimento dei partecipanti;
  • innalzano il livello di competizione fra i partecipanti, stimolandoli ad un impegno non raggiungibile nei corsi tradizionali di aula. In aggiunta al fattore competitivo, rompono qualsiasi barriera caratteriale, spingono al coinvolgimento, generano eccitazione, fanno variare il passo, rinsaldano o sfasciano team, finalizzano tutto al risultato;
  • se usati all’inizio di un corso di più moduli, rappresentano un potente incentivo ad una partecipazione più consapevole, convinta e partecipata. In tali situazione riveste un ruolo fondamentale il docente e i tutor che dovranno utilizzare un modello di simulazione estremamente semplice, ma stimolante, e far apparire la simulazione come “un gioco di presentazione” del corso stesso, badando maggiormente ad evidenziare, attraverso la simulazione, le caratteristiche delle tematiche che saranno approfondite nei successivi moduli del corso, piuttosto che puntare ad una loro approfondita conoscenza;
  • se usati alla fine di un corso, costituiscono un potente strumento di valutazione del grado di apprendimento raggiunto. In tale situazione riveste un ruolo fondamentale il tipo di modello di simulazione da attivare, nel senso che dovrà presentare le stesse problematiche trattate durante il corso, accentuandone, ove possibile, le difficoltà e attivando continui feedback su quei temi che dovessero risultare ancora ostici. Per cui il docente e i tutor che dovranno utilizzare un modello di simulazione complesso, stimolante, e far apparire la simulazione come “un gioco di difesa del proprio operato”, badando maggiormente ad approfondire, attraverso la simulazione, le tematiche trattate, piuttosto che puntare alla competitività tra gruppi.

Qualche statistica a favore della nostra scelta .....

La nostra forza e consapevolezza, nella decisione di abbinare sempre e comunque ai corsi di formazione manageriale i modelli di simulazione, è confermata da uno studio della Motorola University che, in base ad una approfondita ricerca effettuata presso l’ateneo, identifica la piramide dell’apprendimento in questo modo:

METODO

Grado di apprendimento

Conferenza

5 %

Lettura

10 %

Lezione con audiovisivi

20 %

Lezione con dimostrazione

30 %

Lezione con discussione di gruppo

50 %

Lezione con applicazione pratica

75 %

Altri strumenti didattici

80 %

Tutti i modelli di simulazione si collocano generalmente nella fascia “Lezione con applicazione pratica”, poiché Manageriando, che concepisce il modello di simulazione come un unico nella fase di discussione e di presentazione dei propri risultati, garantisce un grado di apprendimento superiore al 75%.

Come feed-back valutativo, tra l’altro, si è registrato, nei questionari riguardanti l’esperienza affrontata e consegnati ai singoli partecipanti dei nostri corsi

  • un effetto immediato e positivo sull’efficacia del gioco, in termini di quantità di informazioni da considerare e decisioni da prendere;
  •  la possibilità di confrontarsi in un mercato competitivo;
  • la somiglianza con la realtà aziendale;
  • il forte coinvolgimento provocato dal gioco;
  • la capacità di analisi del processo decisionale;
  • l’importanza della strategia e della collaborazione nel gruppo di lavoro.

In sostanza, il Business game è stata “un’esperienza faticosa ma gratificante per i partecipanti, anche grazie al buon rapporto instauratosi con i docenti e alla loro abilità di condurre il gioco e le altre fasi dell’esperienza formativa”.

FAQ sui modelli di simulazione

Il materiale riportato è frutto delle ricerche effettuate da gruppi di studenti nell’ambito di tesi di laurea inerenti la simulazione e i giochi di gestione aziendale, di cui alcuni dei collaboratori Manageriando sono stati relatori.

Cosa sono i modelli di simulazione?

I modelli di simulazione e le esercitazioni “esperenziali” sono esercizi che risolvono problemi astratti ma problematiche reali che nascono dall’attività operativa di tutti i giorni. La definizione sembrerebbe comportare alcune difficoltà: in prima approssimazione è definita “come una serie di rappresentazioni dinamiche che usano elementi formali sostitutivi della realtà, modellizzando la stessa mediante un processo di astrazione” (Ceriani), ovvero secondo Shannon “la simulazione è il processo consistente nel progettare un modello di un sistema reale e nel condurre esperimenti con esso, allo scopo di comprendere il comportamento del sistema o di valutare varie strategie per operare sul sistema”.

A cosa serve la simulazione?

Le simulazioni aziendali e le esercitazioni esperenziali forniscono valore aggiunto al processo di formazione quando manager, organizzati in squadre, lavorano su un problema aziendale, con l’aiuto dei modelli di simulazione e del computer e sotto la supervisione di un “tutor didattico”. Le simulazioni, infatti, permettono ai partecipanti di fare esperienza e di esplorare un problema, anche se simulato, in maniera pratica e pragmatica, ovvero con l’obiettivo di arrivare ad una soluzione aziendale credibile e difendibile. Le suddette simulazioni includono giochi aziendali, esercitazioni di pianificazione, di esplorazione di tecniche gestionali e di “giochi di ruolo”.

Dove interviene principalmente l’aspetto formativo nei modelli di simulazione?

Il Learning by doing risulta oggi un aspetto fondamentale nella preparazione di un manager. Quando si utilizzano giochi di simulazione tutto ciò avviene nella fase di debriefing (la discussione che segue lo svolgimento delle varie sessioni) in cui la conoscenza appare non come qualcosa di “dato”, ovvero un’entità indipendente da trasmettere e acquisire, ma come un processo in trasformazione, continuamente creato e ricreato prendendo l’esperienza come fonte di apprendimento e sviluppo dell’individuo. Nel debriefing, si introduce un lavoro di analisi degli aspetti comportamentali e relazionali emersi. In questa fase ogni gruppo sarà portato a riflettere sul comportamento dei propri membri e sulle motivazioni che lo hanno generato, ricevendo allo stesso tempo feedback dagli altri gruppi e dai docenti.

Quali sono le caratteristiche essenziali della simulazione in ambito formativo?

Le caratteristiche essenziali dei modelli di simulazione in ambito formativo sono:

  • alto realismo dei risultati. Il modello si sforza di rappresentare la realtà dinamica di un sistema socio-economico complesso in modo integrato e globale, pur con le dovute semplificazioni;
  • alta personalizzazione, ovvero possibilità di adattare il modello alle specifiche necessità didattiche in quanto individua la struttura del sistema in termini di relazioni logiche;
  • alta finalizzazione, soprattutto verso due dimensioni fortemente interrelate nella pratica gestionale: la complessità del singolo ruolo aziendale (in termini di contenuti, funzioni e obiettivi) e la complessità dell’articolazione organizzativa (in termini di struttura, relazioni interfunzionali, livelli gerarchici, ecc.).

La simulazione è utile nei corsi di formazione a distanza?

Internet e il computer si rivelano strumenti potenti e versatili, in grado di ampliare gli orizzonti della formazione anche oltre la realtà fisica, come avviene quando si utilizza la simulazione a scopo formativo. Si tratta di strumenti che permettono all’utente di agire in un contesto analogo a quello reale, sperimentando “senza rischi” determinati comportamenti da applicare, poi, alla propria realtà lavorativa, all’esperienza concreta, all’interno della multiforme realtà aziendale.

Il business game è un modello di simulazione?

Il Business Game è un particolare tipo di modello di simulazione in cui ai partecipanti, organizzati in squadre, è affidata la conduzione strategica di un’azienda virtuale, operante in un mercato competitivo. Si può giocare sia in aula che a distanza.

Come sono nati i business game?

Secondo Wolfe il primo Business Game fu ideato da Marie Birshtein: tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta, al Leningrad Institute of Engineering and Economics, questa studiosa riuscì a mettere a punto alcuni metodi attivi per formare dei lavoratori del settore commerciale, in vista dell’assunzione di posizioni manageriali. In Italia, nel 1972, la Pirelli utilizza un Business Game molto complesso all’interno di un proprio corso di formazione per manager di alto livello. Negli anni Ottanta iniziano ad affermarsi anche nel nostro Paese i primi sistemi di simulazione veri e propri, sebbene ancora molto semplici e in grado di coprire una sola area della gestione (tipicamente il marketing o la produzione). Il Business Game è il primo esempio di simulazione a scopo didattico della storia.

I Case History sono business game?

Il Business Game e i metodi basati sullo studio di casi presentano alcune somiglianze accanto a sostanziali differenze. Entrambe le metodologie, pur condividendo il medesimo obiettivo formativo, ovvero lo sviluppo delle capacità analitiche e decisionali. Naturalmente, causa le rispettive specificità, tale obiettivo verrà perseguito in modi diversi, divergono per il semplice fatto che nello studio di casi non vi è competitività, cioè le decisioni prese da un gruppo non influenzano i risultati degli altri.

Quali sono state le ragioni del successo dei modelli di simulazione?

Poiché imprenditori e dirigenti d’azienda si muovono quotidianamente in un ambiente complesso (dove é richiesta capacità gestionale, decisionale, relazionale) e poiché le soluzioni formative tradizionali si sono dimostrate spesso insufficienti, si sono dovuti sperimentare nuovi metodi formativi al fine di attivare un’esperienza stimolante e creativa, oltre che utile e formativa quale può essere un gioco. Collaborazione, cooperazione ma anche competizione, leadership, organizzazione, capacità di comunicazione sono tutti elementi costitutivi dell’azione manageriale che possono essere ritrovati e sperimentati, simultaneamente nei giochi di simulazione (Learning by doing).

Quale è il processo alla base della simulazione?

Il termine giochi aziendali, o meglio di gestione aziendale, fu usato inizialmente in sostituzione dei “war game”, simulazioni applicate al settore militare. Generalmente, il processo di sviluppo della simulazione passa attraverso tre fasi:

  • Studio e preparazione
  • Simulazione 
  • Revisione e discussione

Come si sviluppa la fase iniziale della simulazione?

Dopo un breve introduzione al problema, i partecipanti sono divisi in piccoli gruppi - da 3 a 6 persone massimo, in funzione del tipo di simulazione - che cominciano a “familiarizzare” tra loro e con il problema da affrontare. Successivamente, la maggior parte del loro impegno dovrà essere dedicato alla simulazione, ovvero a prendere decisioni e a analizzarne i risultati scaturiti.

Come si sviluppa il processo decisionale nella simulazione? Quanto tempo ci vuol per decidere? Quante sono le decisioni?

Una simulazione aziendale coinvolge i partecipanti nella soluzione del problema attraverso una serie di decisioni assunte in più periodi, detti di simulazione. In ogni periodo, le decisioni prese vanno in input al modello di simulazione che produce i risultati e li invia ai partecipanti (ad ogni squadra i propri). In base all’analisi degli stessi risultati e alle valutazioni che ne scaturiscono ciascuna squadra produrrà il proprio set di decisioni per il successivo periodo.

Attivando il modello di simulazione per parecchi periodi di simulazione – che possono essere mesi, trimestri, semestri, anni - si consente ai partecipanti di approfondire la loro conoscenza del problema affrontato, in maniera dinamica e senza alcun rischio aziendale (eccetto naturalmente quello di non risolvere in maniera efficace il problema dato!).

La durata di ogni periodo dipende dal tipo di simulazione. Per una simulazione complessa può richiedere parecchie ore, mentre per quelle più semplici solo qualche minuto. Spesso la durata dei singoli periodi non è costante nel tempo, in quanto si tende, con il progredire della simulazione, ad accorciare la durata necessaria per fornire la decisione. Questo al fine di dare maggiore pressione ai partecipanti e costringerli a prendere decisioni, come avviene del resto nella gestione operativa reale, in condizioni di stress.

Per quanto riguarda il numero dei periodi di simulazione essi generalmente variano tra 4 e 8. Una semplice simulazione può essere attivata e chiusa in sole 2 ore, mentre quelle complesse possono richiedere fino a una settimana d’aula, anche due mesi se avviene a distanza.

Quali sono le principali tipologie di simulazione?

I modelli di simulazione possono essere divisi essenzialmente in 6 macroclassi, ognuna delle quali soddisfa diverse tipologie di domanda formativa.

Le prime 4 classi (modelli di strategia aziendale, modelli di valutazione del business, modelli di budgeting aziendale e modelli di simulazione integrata) coinvolgono generalmente tutte le funzioni aziendali e sono detti appunto modelli di simulazione d’impresa. Si differenziano dai precedenti i modelli funzionali di simulazione e i modelli concettuali di simulazione che invece si focalizzano soltanto su alcuni aspetti della gestione aziendale.

I modelli di simulazione, inoltre, si differenziano per le relazioni fra i diversi gruppi di partecipanti. Infatti, qualora il modello di simulazione sia di tipo competitivo la relazione tra le squadre partecipanti è totale, nel senso che i risultati di ognuna squadra dipendono non solo dalle decisioni prese dalla stessa squadra ma anche da quelle delle concorrenti. Qualora tale relazione non sussista, i modelli vengono detti non concorrenziali: in questo caso i risultati raggiunti sono il frutto del proprio operato, non essendoci alcuna interferenza del mercato della concorrenza

Modelli di simulazione strategica

Queste simulazioni si occupano di definire un piano strategico aziendale, per cui sono complesse e richiedono notevole impegno intellettuale e fisico. Possono durare vari giorni, possono essere girati in un'unica sessione oppure “spalmate” su un intero corso e quindi richiedere un numero di periodi di simulazione da sviluppare su più mesi. Dal momento che tali modelli hanno a che fare con tutte le funzioni aziendali, sono modelli integrati: le decisioni riguardano la finanza, il marketing, la produzione, la gestione delle risorse umane, etc. Comunque l’enfasi, in termini di numero di decisioni prese, è rivolta soprattutto sulla finanza e sul marketing e ogni periodo rappresenta le operazioni di un trimestre e, in alcuni casi, di un anno. Per limitarne la complessità, e quindi la durata, le principali decisioni di budgeting (gestione degli acquisti, della distribuzione, di programmazione della produzione, etc.) vengono demandate al computer con procedura automatica, per cui in tali aree nessuna decisione è generalmente assunta. Per la loro natura, queste simulazioni si rivolgono a dirigenti aziendali (middle e senior).

Modelli di simulazione del budget aziendale

Queste simulazioni si occupano di definire il budget aziendale: non risultano complesse come le precedenti e si concentrano sugli aspetti interni all’azienda per operazioni di più breve periodo. Anche questi modelli hanno a che fare con tutte le funzioni aziendali, anche se in questo caso le problematiche di marketing sono rese molto semplici e l’enfasi, in termini di numero di decisioni prese, è rivolta soprattutto sull’uso efficiente delle risorse, sul controllo dei costi e sui flussi finanziari generati dalle operazioni. A causa della loro complessità le simulazioni possono andare oltre la giornata di impegno, mentre la durata del periodo di simulazione può andare dal trimestre al mese. Per limitarne la complessità, e quindi la durata, le principali decisioni strategiche sono deterministiche e non includono lil fattore inflattivo, mentre quelle tipiche di budgeting possono presentare una qualche casualità. Per la loro natura, queste simulazioni si rivolgono a giovani dirigenti aziendali (junior)

Modelli di simulazione di valutazione di business

Queste simulazioni sono disegnate per mostrare ai manager le caratteristiche, gli obiettivi e le funzionalità dell’area di business che si sta analizzando. Generalmente sono di difficoltà intermedia, per cui la loro durata può variare da uno a due giorni. Le simulazioni di questo tipo possono essere completate in una singola sessione o programmate su più giorni nell’ambito di corsi di formazione con uno o più periodi di simulazione da svolgere ogni giorno. Per il fatto che non sono caratterizzate da una ossessiva complessità possono essere erogate anche in corsi di formazione a distanza. Anche questi modelli hanno a che fare con tutte le funzioni aziendali, pure se in questo caso le problematiche di finanza sono rese molto semplici. Per valutare il grado di apprendimento, ai partecipanti viene chiesto di compilare un piano finanziario a partire dalle stime delle vendite. Ogni periodo simulato può rappresentare un trimestre o un anno. Queste simulazioni sono disegnate particolarmente per manager junior, specialisti di funzione e neo-dirigenti.

Modelli di simulazioni integrate

Queste simulazioni cercano di replicare, nel maggior dettaglio possibile, tutte le operazioni di un’azienda o business reale. Esse combinano le caratteristiche delle simulazioni di strategia e di budgeting. Sono molto complesse e richiedono in ogni periodo di simulazione un numero di decisioni che può variare da una dozzina ad alcune decine di decisioni. A causa di ciò richiedono un notevole impegno fisico e intellettuale. Spesso queste simulazioni sono sviluppate in ambienti universitari dove il loro svolgimento può essere attuato anche per lunghi periodi e il tempo non costituisce una variabile determinante. Per quanto riguarda il loro impiego nell’ambiente aziendale questi modelli possono trovare un utile impiego solo attraverso una corretta tempificazione delle attività didattiche, anche a distanza.

Le simulazioni funzionali

Queste simulazioni coinvolgono i partecipanti a cimentarsi nei ruoli di responsabili di funzione (marketing, finanza, produzione, etc.) prendendo decisioni di ordine strategico, tattico e operativo. Risultano modelli abbastanza complesse e generalmente vengono ultimate in uno o due giorni. In ogni periodo vengono prese più decisioni, che comunque differiscono per importanza. In altri termini, mentre le simulazioni integrali attraversano orizzontalmente l’intera struttura organizzativa di un’azienda e tutte le decisioni hanno eguale rilevanza, i modelli di simulazione funzionale valutano un aspetto verticale dell’organizzazione (solo la produzione, per esempio). Per quanto riguarda il numero e la tipologia delle decisioni occorre dire che costituiscono fattori molto variabili, dipendenti dalla funzione in analisi. A titolo esemplificativo, consideriamo la funzione produttiva: si potrebbe prevedere una prima fase di start-up del settore e, successivamente, una seconda fase di gestione della produzione con decisioni di scheduling da ripetere in ogni periodo di simulazione. Generalmente questi modelli sono non competitivi, cioè non esiste interazione tra i partecipanti, e hanno natura stocastica e non deterministica, dovendo essere il più possibile vicini alla realtà operativa.

Modelli di pianificazione

Hanno l’obiettivo di simulare la costruzione di un piano basato su una serie di “what if analysis”. Consentono la preparazione e la stesura di un business plan mettendo nelle condizioni i partecipanti di applicare “in concreto” tutte le conoscenze acquisite nei corsi di management. Anche questi modelli non sono competitivi, il processo decisionale è completamente diverso in quanto non esistono periodi di simulazione e i risultati sono disponibili e valutabili soltanto alla fine del processo di pianificazione stesso. Sono di particolare importanza quando i manager hanno bisogno di capire le implicazioni economiche, patrimoniali e finanziarie di un progetto d’investimento o il lancio di un nuovo prodotto o di una nuova attività imprenditoriale.